Giovani: come inserirli in azienda col Sistema duale. Le agevolazioni

I percorsi possibili

L’ordinamento in vigore prevede una serie di strumenti contrattuali che possono essere utilizzati anche in serie tra loro per allineare il percorso di formazione del giovane alla carriera lavorativa.
E’ necessario conoscere limiti di legge e le regole poste dai Contratti collettivi

Apprendistato per la qualifica

L’apprendistato di primo livello costituisce la tipologia contrattuale attraverso la quale la formazione effettuata in azienda diviene complementare al percorso di studi svolto dalle istituzioni scolastiche che operano nell'ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni.
I datori di lavoro, operanti in qualsiasi settore, possono assumere con questa tipologia contrattuale giovani di età compresa tra 15 anni e 25 anni di età.
Ma devono:
- essere in regola con le norme sul “de minimis” (Regolamento UE n. 1407/2013);
- essere in regola con i versamenti contributivi, oltre che con il rispetto degli altri obblighi di legge (art. 1, comma 1175 della legge n. 296/2006);
- rispettare gli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
- rispettare il diritto di precedenza, il rispetto degli obblighi di legge o di contratto collettivo;
- non avere in corso, nell’unità produttiva interessata all’assunzione, sospensioni o riduzioni di orario riguardanti lavoratori in possesso della stessa qualifica.
Per i contratti stipulati a partire dal 2020, ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a 9 è riconosciuto, per un triennio, lo sgravio del 100% della contribuzione a carico del datore di lavoro.
Le aziende che hanno alle proprie dipendenze un numero di lavoratori superiore a 9, ferma restando la contribuzione a carico del giovane pari al 5,84%, sono tenute a pagare una contribuzione che nel primo anno è pari all’1,5%, nel secondo anno al 3%, e del 5% nel terzo.
Inoltre, in caso di licenziamento, è disapplicata la norma sul ticket di ingresso alla NASpI.
Infine, non sono dovute la quota contributiva finanziamento della NASpI (1,31%) e quella destinata ai fondi interprofessionali per la formazione continua (0,30%).
Non è previsto alcun obbligo retributivo per le ore di formazione svolte all’interno della istituzione formativa di riferimento e l’erogazione di una retribuzione pari al 10% per le ore di formazione a carico del datore.

Alternanza scuola-lavoro

Il sistema di alternanza scuola lavoro prevede percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento per consentire agli studenti delle scuole superiori di prestare servizio presso un’azienda o un ente della Pubblica Amministrazione. Sono sempre di più, inoltre, le imprese che decidono di trasformare le esperienze di stage, magari svolti nell’ambito di attività stagionali, in un rapporto di lavoro, approfittando così del diritto allo sgravio triennale dei contributi previdenziali.
Il progetto alternanza scuola-lavoro prevede quattro fasi:
1) scelta dell’azienda o ente presso cui svolgerlo, insieme al proprio professore di riferimento, che accompagna lo studente nell’individuazione delle attitudini e del percorso più adatto;
2) incontro con l’azienda, nello specifico, con il referente di quest’ultima, in modo da entrare subito in contatto con la realtà aziendale e discutere il progetto;
3) svolgimento del progetto;
4) valutazione finale per confermare le competenze acquisite durante il lavoro, sia da parte dell’azienda ospitante che da parte della scuola, le quali emettono una certificazione che conferma le competenze acquisite.
L’attività di formazione ed orientamento del percorso in alternanza scuola-lavoro, che non costituisce rapporto di lavoro, va congiuntamente progettata e verificata:
- da un docente tutor interno, designato dall'istituzione scolastica, competente in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;
- da un tutor formativo dell’impresa, indicato dal soggetto ospitante, denominato tutor formativo esterno.
Per espressa previsione di legge gli studenti devono svolgere esperienze in regime di alternanza per una durata complessiva di almeno:
- 150 ore negli istituti tecnici e in quelli professionali;
- 90 ore nei licei, negli ultimi tre anni del percorso di studi.
- 210 ore annue in caso di percorsi di istruzione e formazione professionale (IEFP) definiti dalle Regioni e negli istituti tecnici superiori (ITS).
In riferimento ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, la disciplina vigente prevede che i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che assumono con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, studenti che abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato, possono beneficiare dell’esonero totale dal versamento dei contributi a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 3.000 euro annui, per un periodo massimo di 36 mesi. L’assunzione deve avvenire entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio e a condizione che, presso il medesimo datore di lavoro, sia stato svolto almeno:
- il 30% delle ore di alternanza scuola-lavoro previste dalla legge n. 107/15;
- il 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al D.Lgs. n. 226/05;
- il 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi degli istituti tecnici superiori di cui al DPCM n. 86 del 2008;
- il 30% del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari.
N.B. Deve inoltre trattarsi del primo impiego a tempo indeterminato.
L’incentivo spetta anche ai datori di lavoro che assumano studenti che abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale o periodi di apprendistato di alta formazione.

Apprendistato professionalizzante

L’instaurazione di un rapporto di apprendistato professionalizzante è volto al conseguimento di una qualifica da parte del lavoratore a fronte di alcune agevolazioni di tipo retributivo e contributivo spettanti al datore di lavoro.
Il numero di apprendisti che possono essere contestualmente presenti in azienda è pari:
- al numero di lavoratori qualificati nelle aziende fino a 10 lavoratori;
- a 3 apprendisti ogni 2 qualificati nelle aziende oltre 10 lavoratori.
Nelle sole aziende che occupano almeno 50 dipendenti è necessario che siano mantenuti in servizio a tempo indeterminato almeno il 20% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti.
Il datore di lavoro è tenuto a:
- nominare un Tutor e/o referente aziendale in possesso dei requisiti e specifiche funzioni previste dalla contrattazione collettiva;
- procedere con la redazione del contratto individuale di lavoro esclusivamente in forma scritta contente, oltre i dati delle parti, la retribuzione, il CCNL applicato, la qualifica e livello da conseguire, anche, la decorrenza e termine del periodo formativo;
- predisporre il Piano Formativo Individuale (PFI) al momento dell’assunzione.
Le aziende che proseguono a tempo indeterminato possono applicare, per un anno, lo sgravio contributivo del 50% dei contributi previdenziali INPS, con esclusione dei premi e dei contributi INAIL, entro il tetto massimo annuo di 3.000 euro. L’arco temporale di fruizione decorre di fatto dal tredicesimo mese successivo alla conferma del rapporto di lavoro, in quanto i primi 12 mesi sono contribuiti al 10% già in base all’apparato normativo previgente in materia di apprendistato.
E’ dunque possibile affermare che, in caso di conferma in forza del giovane apprendista qualificato, il datore di lavoro ha diritto a ulteriori 24 mesi di agevolazioni contributive INPS.
Anche in questo caso restano validi i requisiti richiesti per la fruizione dello sgravio contributivo triennale.
Il datore di lavoro:
- nei 6 mesi precedenti la data di assunzione agevolata, non deve aver proceduto a licenziamenti dello stesso lavoratore agevolato o di un altro lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva ed inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore assunto con l’esonero.
- deve essere in regola con gli obblighi contributivi;
- non deve aver riportato condanne o sanzioni definitive per una delle violazioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro riportate nell’allegato A al D.M. 24 ottobre 2007;
- deve applicare il trattamento economico e normativo scaturente dal CCNL di riferimento;
- deve rispettare eventuali accordi territoriali e/o aziendali.

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